Giovedì della 1.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

Giovedì 16 Gennaio 2020
S. Marcellino I; S. Tiziano; B. Giuseppe A. Tovinì
1.a del Tempo Ordinario
Salvaci, Signore, per la tua misericordia
1Sam 4,1b-11; Sal 43; Mc 1,40-45

PREGHIERA DEL MATTINO

Come dice lo Spirito Santo in un salmo: “Ascoltate oggi la sua voce: Non indurite il cuore…”. L’oggi è unico, l’oggi è nel cuore dell’eternità, come è detto: di eternità in eternità, cioè dall’eternità passata all’eternità futura. Signore, tu sei tutto in quest’oggi e io voglio rispondere: “Presente”, di un’intensa presenza alla tua Presenza. Poiché tu solo sei davvero presente e mi chiami a raggiungerti intensamente in questo oggi unico.

ANTIFONA D’INGRESSO

Vidi il Signore su di un trono altissimo: lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme: “Ecco colui che regna per sempre”.

COLLETTA

Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,  i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera, perché veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.

Dal primo libro di Samuele 1Sam 4,1b-11

In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele. Allora Israele scese in campo contro i Filistei. Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i Filistei s’erano accampati ad Afek. I Filistei si schierarono contro Israele e la battaglia divampò, ma Israele fu sconfitto di fronte ai Filistei, e caddero sul campo, delle loro schiere, circa quattromila uomini. Quando il popolo fu rientrato nell’accampamento, gli anziani d’Israele si chiesero: «Perché ci ha sconfitti oggi il Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l’arca dell’alleanza del Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici». Il popolo mandò subito alcuni uomini a Silo, a prelevare l’arca dell’alleanza del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini: c’erano con l’arca dell’alleanza di Dio i due figli di Eli, Ofni e Fineès. Non appena l’arca dell’alleanza del Signore giunse all’accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra. Anche i Filistei udirono l’eco di quell’urlo e dissero: «Che significa quest’urlo così forte nell’accampamento degli Ebrei?». Poi vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l’arca del Signore. I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: «È venuto Dio nell’accampamento!», ed esclamavano: «Guai a noi, perché non è stato così né ieri né prima. Guai a noi! Chi ci libererà dalle mani di queste divinità così potenti? Queste divinità hanno colpito con ogni piaga l’Egitto nel deserto. Siate forti e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei, come essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini, dunque, e combattete!». Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fuggì alla sua tenda. La strage fu molto grande: dalla parte d’Israele caddero trentamila fanti. In più l’arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Ofni e Fineès, morirono.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 43)

R: Salvaci, Signore, per la tua misericordia.

Signore, ci hai respinti e coperti di vergogna,

e più non esci con le nostre schiere.

Ci hai fatto fuggire di fronte agli avversari

e quelli che ci odiano ci hanno depredato. R.

Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini,

lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.

Ci hai resi la favola delle genti,

su di noi i popoli scuotono il capo. R.

Svégliati! Perché dormi, Signore?

Déstati, non respingerci per sempre!

Perché nascondi il tuo volto,

dimentichi la nostra miseria e oppressione? R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 4,23)

Alleluia, alleluia.

Gesù annunciava il vangelo del Regno

e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.

Alleluia.

VANGELO

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

+ Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.

OMELIA

Sperare oltre ogni speranza. È un sentimento umano che sgorga solo quando siamo animati da una fede in qualcosa o qualcuno che supera le ordinarie possibilità. La speranza del povero lebbroso, prostrato ai piedi di Gesù, in atteggiamento di supplica, è davvero ben riposta. Non sappiamo se egli abbia udito dal Maestro la solenne affermazione con la quale si proclamava medico e portatore di misericordia: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori”, sicuramente però, in qualche modo, è sgorgata in lui la fede, la speranza e la certezza di potersi accostare a Gesù senza incorrere in un rifiuto e in un allentamento per la sua lebbra, malattia, considerata da tutti, immonda. Gesù

infatti lo accoglie, lo tocca e lo guarisce. Gli impone il silenzio, “ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte”. Capita di non poter tacere la gioia di una vita recuperata. È più che perdonabile la disobbedienza del lebbroso guarito: si sente rinato e deve dire a tutti chi è stato l’autore della sua prodigiosa rinascita. Dovremmo anche noi essere i cantori della bontà e della misericordia divina, ogni volta che siamo liberati dalla lebbra del nostro peccato. Dopo ogni nostra confessione ben fatta. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo, esaudisci la nostra fiduciosa preghiera e santifica tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Presso di te, Signore, è la sorgente della vita, nella tua luce noi vedremo la luce.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa, donaci di esprimere in un fedele servizio la forza rinnovatrice di questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA

Signore, ti offro l’oggi che tu mi hai concesso di vivere. Ti chiedo perdono di essermi così spesso allontanato dalla tua presenza, di avere dato tanta importanza a quello che succede, di avere preferito l’effimero all’eterno. Concedimi di considerare ogni giorno come se fosse l’ultimo, di vivere ogni Eucaristia come se fosse l’ultima e ogni occasione di parlare di te, di dire il tuo

amore, come se fosse l’ultima, per me e per chi mi ascolta. La tua carità è tutta in questo presente; che io non rimandi mai l’amore al domani.