Giovedì della 1.a Settimana di Avvento

Giovedì 5 Dicembre 2019
S. Saba; B. Nicola Stenone; B. Filippo Rinaldi
1.a Avvento
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Is 26,1-6; Sal 117; Mt 7,21.24-27

PREGHIERA DEL MATTINO
Gesù, sei la mia roccia, la mia forza, il mio baluardo, il mio scudo. Tutto ciò che è in me ti loda poiché tu ci hai fatto passare dalle tenebre alla tua luce mirabile. Benedetto sei tu per la tua Chiesa, fondata sulla pietra ferita del tuo corpo che emette sangue ed acqua. Sii lodato per questa ferita, per questa debolezza che ci comunica la forza e la vitalità. Anche oggi, nel deserto torrido della modernità, tu sei la roccia del tuo popolo. Tu accompagni il tuo popolo errante affinché possa gustare la dolcezza del tuo amore e non l’amarezza delle acque. Benedetti siano i successori di Pietro, le pietre su cui fondasti la tua Chiesa, affinché estendessero il tuo Corpo ovunque sulla terra.

ANTIFONA D’INGRESSO
Tu sei vicino, o Signore; tutte le tue vie sono verità. Fin da principio ho conosciuto dalla tua testimonianza che tu sei in eterno. (cf. Sal 119,151-152)

COLLETTA
Ridesta la tua potenza, Signore, e con grande forza soccorri i tuo fedeli; la tua grazia vinca le resistenze del peccato e affretti il momento della salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Entri il popolo giusto che mantiene la fedeltà.
Dal libro del profeta Isaia 26,1-6
In quel giorno si canterà questo canto nella terra di Giuda: «Abbiamo una città forte; mura e bastioni egli ha posto a salvezza. Aprite le porte: entri una nazione giusta, che si mantiene fedele. La sua volontà è salda; tu le assicurerai la pace, pace perché in te confida. Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna, perché egli ha abbattuto coloro che abitavano in alto, ha rovesciato la città eccelsa, l’ha rovesciata fino a terra, l’ha rasa al suolo. I piedi la calpestano: sono i piedi degli oppressi, i passi dei poveri».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 117)
R: Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti. R.
Apritemi le porte della giustizia:
vi entrerò per ringraziare il Signore.
È questa la porta del Signore:
per essa entrano i giusti.
Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza. R.
Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria! R.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina. R.

CANTO AL VANGELO (Is 55,6)
R. Alleluia, alleluia.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare; invocatelo, mentre è vicino.
R. Alleluia.

VANGELO
Chi fa la volontà del Padre mio, entrerà nel regno dei cieli.
+ Dal Vangelo secondo Matteo 7,21.24-27
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Parola del Signore.

OMELIA
Ritenere di poter entrare nel regno di Dio soltanto perché protagonisti di gesti superficiali e formali di religione o di preghiere dette solo con le labbra…, è una autentica illusione. Gesù proclama ai suoi discepoli ed oggi a noi: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. Vuole dirci Gesù che se la nostra religiosità non ci orienta concretamente a compiere in noi la volontà di Dio, essa è sterile e vana. Di questi falsi religiosi il Signore ha detto: “Questo popolo mi onora con le labbra ma il suo cuore è lontano da me”. Dinanzi al giudizio insindacabile di Dio potremmo sentirci dire: “Non vi conosco”. Ascoltare e mettere in pratica è il nostro compito di credenti e fedeli a Cristo, se vogliamo che il nostro edificio spirituale sia come la casa costruita sulla roccia, in grado di resistere a tutte le intemperie e a tutte le tentazioni della vita. È la vera saggezza che fa poggiare su Cristo la nostra esistenza: è lui la roccia che rende solida e inattaccabile la vita. Fa sempre molta tristezza invece vedere case in rovina e vite franate perché costruite sulla sabbia. Non smettiamo mai di ammirare la solidità delle vite vissute eroicamente dai santi, loro sì, ci affascinano e ci incoraggiano, loro hanno costruito sulla roccia, non si sono limitati a dire “Signore, Signore”, ma hanno ascoltato e messo in pratica anche quando la fatica si faceva dura. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accogli, Signore, il pane e il vino, dono della tua benevolenza, e fa’ che l’umile espressione della nostra fede sia per noi pegno di salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Viviamo in questo mondo con giustizia e pietà, nell’attesa che si compia la beata speranza. e venga la gloria del nostro Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione a questo sacramento, che a noi pellegrini sulla terra rivela il senso cristiano della vita, ci sostenga, Signore, nel nostro cammino e ci guidi ai beni eterni. Per il Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, Re del cielo, accogli la mia preghiera serale: che un angelo la conduca davanti al tuo volto, affinché essa possa sfiorare il trono della tua gloria, o tre volte Santo, e possa essere esaudita. Non perché io abbia meritato qualcosa, ma perché i cieli sono aperti, proprio come nella notte, ormai prossima, in cui celebreremo il Verbo che si è fatto carne. Com’è grande la dignità degli uomini, di ogni uomo, anche del più misero, dal momento che tu gli hai dato degli angeli, dei puri spiriti, che lo custodiscono e lo proteggono! Concedimi di cantare con loro anche nell’incoscienza del mio sonno: gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà!