Giovedì della 30.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Giovedì 31 Ottobre 2019
S. Quintino; B. Tommaso da Firenze Bellaci; S. Volfgango
30.a di Tempo Ordinario
Salvami, Signore, per il tuo amore.
Rm 8,31b-39; Sal 108; Lc 13,31-35

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, in questo giorno mi appresto ad affrontare ancora una volta tutte le forze e le persone che vorrebbero influenzarmi, conquistarmi. Alcuni mi lanciano le loro reti per interesse: cercano di plasmare in me pensieri e azioni per aumentare il loro potere politico, la loro stima e, soprattutto, le loro ricchezze materiali. Anche tu vieni a cercarmi, ma discretamente, senza far rumore. Fa’ che senta la tua voce nella confusione di suoni e di grida. Fa’ che distingua il tuo segnale in mezzo al clamore che mi stordisce e alla luce che mia accieca. Perché solo con te mi sento sicuro, tu soltanto vuoi davvero il mio bene, tu stabilisci con me una relazione che nulla toglie alla mia libertà e alla mia felicità. Perché mi hai procurato la felicità eterna al prezzo della tua stessa vita.

ANTIFONA D’INGRESSO
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore. Cercate il Signore e la sua potenza, cercate sempre il suo volto. (Sal 105,3-4)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, accresci in noi la fede, la speranza e la carità, e perché possiamo ottenere ciò che prometti, fa’ che amiamo ciò che comandi. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 8,31b-39
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelti? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto: «Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno, siamo considerati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 108)
R. Salvami, Signore, per il tuo amore.
Tu, Signore Dio,
trattami come si addice al tuo nome:
liberami, perché buona è la tua grazia.
Io sono povero e misero,
dentro di me il mio cuore è ferito. R.
Aiutami, Signore mio Dio,
salvami per il tuo amore.
Sappiano che qui c’è la tua mano:
sei tu, Signore, che hai fatto questo. R.
A piena voce ringrazierò il Signore,
in mezzo alla folla canterò la sua lode,
perché si è messo alla destra del misero
per salvarlo da quelli che lo condannano. R.

CANTO AL VANGELO (Lc 19,38)
R. Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli.
R. Alleluia.

VANGELO 
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
+ Dal Vangelo secondo Luca 13,31-35
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere». Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”. Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».
Parola del Signore.

OMELIA
Il linguaggio di Gesù, secondo lo stilo proprio orientaleggiante, è spesso permeato di sottili allegorie, non sempre di immediata comprensione per noi non assuefatti a quello stile. Erode, che sta tramando contro di lui, viene definito “una volpe” per designare la sua astuzia malvagia. Dichiara poi che egli, nonostante le minacce e il reale pericolo deve compiere la sua missione e ha bisogno di tre giorni. Anche qui il Signore sottintende quanto avverrà dopo la sua morte; egli risorgerà dopo tre giorni. E’ il tempo che intercorre tra la morte e la vita. Egli sta compiendo miracoli e prodigi che anticipano quell’evento. Non dimentico però del clima ostile che deve respirare nella città santa, Gerusalemme, Gesù ci fa ascoltare il suo lamento accorato nei confronti di quella città e dei suoi abitanti: “Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa vi viene lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!». C’è un contrasto terribile tra le cure riservate a quella città e l’ingratitudine e la violenza con cui hanno risposto agli inviati dal Signore. È sempre grave il peccato in ogni sua forma, ma quello dell’ingratitudine ad un amore di predilezione è sicuramente particolarmente doloroso. È il peccato dei prediletti, di un popolo e di una città, che solo per scelta divina dovevano brillare di luce e di grazia e avrebbero dovuto accogliere l’Atteso delle genti come il dono più grande che si potesse desiderare. Invece anche dinanzi al Figlio di Dio continua l’ostilità e già sono in atto trame di morte. Siamo invitati ad un attento esame di coscienza per non cadere nel tremendo errore di ricambiare con l’ingratitudine l’infinito amore che è stato riversato nei nostri cuori. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo: quest’offerta, espressione del nostro servizio sacerdotale, salga fino a te e renda gloria al tuo nome. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Esulteremo per la tua salvezza e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Signore, questo sacramento della nostra fede compia in noi ciò che esprime e ci ottenga il possesso delle realtà eterne, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore Gesù, ti rendo grazie, perché, nel tumulto d’oggi, mi sono ricordato di te una volta o due. Grazie per avermi seguito in segreto, senza rumore. Le piccole testimonianze della tua presenza mi confortano. Mi spingono a domandarmi ancor più insistentemente quale sia il messaggio che mi inviano gli avvenimenti più insignificanti e i fratelli che incontro lungo il mio cammino. Ti ringrazio soprattutto perché sei infinitamente paziente e perché mi sei vicino ogni giorno, anche se, spesso, io non ti vedo o non ti considero troppo.