Martedì della 31.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Martedì 5 Novembre 2019
S. Donnino; S. Guido Maria Conforti; B. Gregorio Lakota
31.a Tempo Ordinario
Custodiscimi, Signore, nella pace.
Rm 12,5-16a; Sal 130; Lc 14,15-24

PREGHIERA DEL MATTINO
Tu hai provvisto il tuo Corpo mistico di ogni carisma necessario alla sua crescita affinché tutti i suoi membri spirituali non fossero che una sola cosa “per mezzo dell’affetto fraterno”, nell’umiltà e nella dolcezza. Gloria a te, o Giusto, che bandisci ciò che disgrega questa comunione, il desiderio di potenza, l’usura dell’amore, la tristezza, la noia, il rifiuto di sorridere e di accogliere, la mancanza di rispetto per i nostri fratelli. Tu avverti: “Fuggite il male con orrore”. La tua legge d’amore è una leva. Allora può scaturire lo Spirito che fa abbondare la gioia.

ANTIFONA D’INGRESSO
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, da me non stare lontano; vieni presto in mio aiuto, Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)

COLLETTA
Dio onnipotente e misericordioso, tu solo puoi dare ai tuoi fedeli il dono di servirti in modo lodevole e degno; fa’ che camminiamo senza ostacoli verso i beni da te promessi. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Siamo membra gli uni degli altri.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 12,5-16a
Fratelli, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo e, ciascuno per la sua parte, siamo membra gli uni degli altri. Abbiamo doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi: chi ha il dono della profezia la eserciti secondo ciò che detta la fede; chi ha un ministero attenda al ministero; chi insegna si dedichi all’insegnamento; chi esorta si dedichi all’esortazione. Chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia. La carità non sia ipocrita: detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera. Condividete le necessità dei santi; siate premurosi nell’ospitalità. Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite. Rallegratevi con quelli che sono nella gioia; piangete con quelli che sono nel pianto. Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non nutrite desideri di grandezza; volgetevi piuttosto a ciò che è umile.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 130)
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.
Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre.
R. Custodiscimi, Signore, nella pace.

CANTO AL VANGELO (Mt 11,28)
R. Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
R. Alleluia.

VANGELO 
Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia.
+ Dal Vangelo secondo Luca 14,15-24
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!». Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”. Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”. Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».
Parola del Signore.

OMELIA
Sono ancora tantissimi i così detti fedeli chi si dichiarano talmente affaccendati al punto di non avere più tempo da dedicare al Signore e ai propri doveri religiosi. C’è da credere invece che l’invito è di primaria importanza, è un invito a partecipare all’intimità con Dio, è un invito alle nozze con Cristo; è lui lo sposo tanto atteso e desiderato e ora misconosciuto e rifiutato. Le scuse che ancora oggi sono addotte per giustificarsi non sono sostanzialmente diverse da quelle che degli invitati alle nozze; cambiano i mestieri e il tipo di occupazione, ma tutti sono ugualmente presi e coinvolti dalle mille faccende della vita presente. Il loro tempo e stracolmo di impegni per le «cose» da fare, quindi non c’è più spazio per il Signore. Così molti posti rimangono vuoti: perché gli invitati hanno ben altro da fare! Così accade che i prediletti rimangono nelle strade del mondo e al loro posto sono invitati ciechi, storpi e zoppi. Il Signore non si rassegna mai ai rifiuti degli uomini. Proprio dal rifiuto degli «eletti» la fede è giunta fino a noi. Ora comprendiamo meglio la frase evangelica «gli ultimi saranno i primi»! Anche noi eravamo tra gli ultimi. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, salga a te come offerta pura e santa, e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore, gioia piena nella tua presenza.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita ci preparino a ricevere i beni promessi. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Questa sera tu ci inviti ancora: “Venite, è pronto”. Il tuo cuore di Padre trabocca di gioia, poiché tu aspetti i tuoi figli. Ma ecco che nel loro errore preferiscono cose secondarie alla festa nuziale. Perché, Padre, non ti amano? Sono forse anch’io uno di loro? Sì, se sono diventato sordo alla tua chiamata, se non ascolto la tua voce piena di desiderio, se sono divenuto insensibile alle cose elevate. Gloria a te, che fai tutto con giustizia, non accogliendo che l’amore, qualsiasi siano le miserie, senza maschere, degli zoppi e dei ciechi che si protendono, poveri e storpi, quando tu asciughi loro le lacrime e dici: “Non piangere”.