Lunedì – 32.a Tempo Ordinario

Meditazione sul Vangelo di Lc 17,1-6

Aumenta la nostra fede!

È inevitabile che ci siano scandali, dice Gesù ai suoi apostoli, perché anche ai suoi tempi probabilmente si potevano notare tra gli ebrei comportamenti ed atteggiamenti contraddittori. Erano molti i precetti di Mosè che si dovevano osservare, ma era passato già molto tempo dalla morte di Mosè, e la pratica di fede del popolo ebraico era diventata più legalista. Perciò, alcuni di essi non osservavano più la legge divenendo motivo di scandalo per gli altri.

Il perdono è uno dei più preziosi tesori che il cristianesimo ci ha portato. E’ una legge che nasce dall’amore e che Cristo stesso ci ha insegnato col suo esempio, perdonando dalla croce coloro che si erano resi colpevoli della sua morte: noi tutti. Se vogliamo vivere come autentici cristiani, dobbiamo perdonare i torti e le offese che subiamo. Tuttavia, perdonare non è facile. Implica una grande capacità di rinuncia interiore. Rinuncia ai nostri sentimenti e controllo delle nostre passioni, quelle che ci spingono a reclamare la vendetta. Il vero perdono proviene solamente dall’amore. Quando amiamo veramente qualcuno, siamo capaci di perdonargli tutto. Ma, come perdonare quando non c’è amore? Ci sono delle volte in cui coloro che ci offendono non sono persone che amiamo; a volte non li conosciamo nemmeno: come possiamo perdonarli? Ciò è possibile soltanto quando in ogni persona umana, chiunque sia, vediamo il volto di Cristo, vediamo un “fratello”. E poiché sappiamo che da soli non ne siamo capaci, dobbiamo gridare forte nel nostro cuore la stessa invocazione che gli Apostoli rivolsero a Gesù, riconoscendosi incapaci di perdonare tutti e sempre: Signore, aumenta la nostra fede. E la fede che ci permette di non fermarci all’esteriorità della persona che abbiamo di fronte, ma di guardarlo in profondità per scorgere in lui il riflesso del Creatore. L’altro” è un cuore che batte perché Dio l’ha creato per amore. Un cuore dotato di pregi e di difetti, proprio come il mio. Un cuore che posso chiamare “fratello”, perché entrambi siamo fratelli dello stesso Padre. La fede ci dà la forza di perdonare e dimenticare; la fede ci aiuta a ripartire nei rapporti con gli altri. Soltanto la fede che nasce dall’amore può rendere il nostro cuore migliore, più magnanimo; un cuore come quello di Cristo.