Lunedì della 31.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Lunedì 4 Novembre 2019
S. Carlo Borromeo (m); S. Modesta; B. Elena Enselmini
31.a Tempo Ordinario
Nella tua grande bontà, rispondimi, Signore.
Rm 11,29-36; Sal 68; Lc 14,12-14

PREGHIERA DEL MATTINO
“Tu vuoi usare a tutti misericordia”. Sta arrivando quel giorno ineffabile in cui tutti riconosceranno “la profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio”. Questa speranza si fa strada in ogni popolo. Il tuo Spirito non è forse all’opera presso intere folle, come a loro insaputa? Chi non vorrebbe essere oggetto di un amore durevole che perdona tutto? Signore, la prospettiva di questo giorno di misericordia faccia oggi affluire nei nostri cuori, in nome di coloro che non fanno che presagirlo, canti di allegria e di riconoscenza.

ANTIFONA D’INGRESSO
«Cercherò le pecore del mio gregge» , dice il Signore, «e farò sorgere un pastore che le conduca al pascolo; io, il Signore, sarò il loro Dio».

COLLETTA
Custodisci nel tuo popolo, o Padre, lo spirito che animò il vescovo san Carlo, perché la tua Chiesa si rinnovi incessantemente, e sempre più conforme al modello evangelico manifesti al mondo il vero volto del Cristo Signore. Egli è Dio…

PRIMA LETTURA
Chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore?
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 11, 29-36
Fratelli, i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch’essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch’essi ottengano misericordia. Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti! O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 68)
R: Nella tua grande bontà, rispondimi, Signore.
Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento. R.
Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri. R.
Perché Dio salverà Sion,
ricostruirà le città di Giuda:
vi abiteranno e ne riavranno il possesso.
La stirpe dei suoi servi ne sarà erede
e chi ama il suo nome vi porrà dimora. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 8,31-32)
Alleluia, alleluia.
Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli,
dice il Signore, e conoscerete la verità.
Alleluia.

VANGELO
Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.
+ Dal Vangelo secondo Luca 14,12-14
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore.

OMELIA
Quando nelle nostre ricorrenze più gioiose stiliamo l’elenco degli invitati, istintivamente iniziamo la lista delle persone che noi riteniamo più ragguardevoli, che sono a noi più care e dalle quali, più o meno consapevolmente, ci attendiamo un contraccambio. Questo è un criterio umano e logico, che abitualmente viene praticato dalla stragrande maggioranza. Non siamo diversi neanche noi cristiani. Gesù però contesta palesemente tale scelta e ci dice chiaramente: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dài un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». Il banchetto cristiano, da quando Cristo ha consumato con noi la sua cena, dandosi a tutti come cibo e bevanda di salvezza, deve essenzialmente conservare le stesse caratteristiche, deve avere cioè le caratteristiche della carità e della solidarietà vera. Anche alla nostra mensa deve essere sempre presente Cristo, se non sotto le specie eucaristiche, almeno in coloro che meglio lo rappresentano. Egli infatti si identifica in coloro che hanno fame, che hanno sete, che sono nudi, malati o carcerati. Una identificazione che è la naturale espansione e il pieno completamento dell’eucaristia. La stessa fede che ce lo fa riconoscere vivo e ero nell’ostia consacrata ci deve illuminare per farcelo vedere ancora vivo e vero nel povero, nell’affamato, negli ultimi e negli abbandonati. “Avevo fame e tu mi hai dato da mangiare. Avevo sete e tu mi hai dato da bere…” L’invito alla mensa non significa soltanto la condivisione del nostro cibo con loro, ma sta ad indicare il posto privilegiato che riserviamo loro nel nostro cuore e nella nostra vita per averli sempre con noi, perennemente invitati alla nostra mensa. Solo facendo risorgere tanti prostrati dalle miserie del mondo, potremmo garantirci la nostra personale risurrezione. “Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Guarda con bontà, Signore, i doni che portiamo al tuo altare nel ricordo di san Carlo, pastore vigilante e modello di santità, e per la potenza di questo sacrificio concedi anche a noi di produrre nella tua Chiesa frutti genuiini di vita cristiana.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il buon pastore dona la vita per il suo gregge.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
La partecipazione al tuo sacramento, Signore, ci comunichi lo spirito di fortezza che animò san Carlo e lo rese fedele alla sua missione e pronto a donare la vita per i fratelli. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Mio Dio, quando un povero bussa alla mia porta, io so che sei tu che vieni. È l’immagine del Santo Sudario che mi chiama in questi visi devastati, induriti, avidi di un sorriso, di un po’ di pane, di riposo e di ascolto. Essi sono i nostri signori. Concedimi il tuo cuore, per leggere più lontano, nel loro segreto inviolabile, il segno delle tue piaghe.