Martedì – 1.a Avvento

Meditazione sul Vangelo di Lc 10,21-24

Un Dio discreto che ama la piccolezza!

Nel periodo d’Avvento, la Liturgia pone in risalto un’altra grande figura: il profeta Isaia, che all’interno del popolo eletto ha tenuto viva l’attesa ricca di speranza nella venuta del Salvatore promesso. Abbiamo bisogno anche noi di rinnovare questa fiduciosa attesa del Signore. Ascoltiamo le parole del profeta, esse ci invitano a guardare con speranza all’instaurazione definitiva del Regno di Dio, un regno che come ci ricorda l’evangelista Luca ha bisogno della “rivelazione” del Padre e  di riconoscersi “piccoli” per essere scoperto e accolto nelle nostre vite.

Il Vangelo di oggi Gesù ci fa conoscere lo “stile” di Dio: egli predilige i piccoli e si manifesta, cioè entra in comunione solamente con chi gli offre un cuore umile e semplice. Egli, che è la Sapienza infinita, il Creatore stesso dell’universo che per puro amore è entrato nel tempo e nello spazio, sceglie di farsi piccolo per permetterci di incontrarlo. È proprio questa la pedagogia di Dio: è un Dio discreto, un Dio umile e che ama l’umiltà. Qual è allora il mio atteggiamento davanti a Dio? E’ l’atteggiamento del semplice che, con stupore, gratitudine e fiducia accoglie la rivelazione, oppure è l’atteggiamento dello scettico, del presuntuoso che si fida solamente della propria intelligenza, ascoltando solamente i propri desideri; del distratto che non sente, non guarda o ascolta con superficialità; del pauroso che continua a rimandare l’impegno e la decisione di dire sì alle proposte del Signore? La discrezione di Dio che non sfolgora maestoso nel cielo è l’omaggio del vero Amore che nutre per l’uomo, un amore che rispetta la sua libertà salvaguardando la suprema facoltà che gli è data di scegliersi il suo destino ed il solo modo per instaurare con gli uomini un rapporto di libertà e non di necessità. Facciamoci piccoli e umili e chiediamo al Padre la grazia di conoscerlo, di fare esperienza del suo amore. Egli si svelerà a noi non in una dottrina e neppure in una regola di comportamento, ma in una persona: Gesù di Nazareth.