Martedì – 29.a Tempo Ordinario

Meditazione sul Vangelo di Lc 12,35-38

Ecco, io vengo per fare la tua volontà.

Nella lettura della lettera ai Romani, san Paolo affronta un tema difficile, quello del peccato di Adamo e della terribile eredità che ne è scaturita per l’intera umanità. È la triste “solidarietà” degli uomini nel male. Ma subito l’Apostolo apre il ragionamento alla speranza perché, malgrado sia vero che a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, è altrettanto vero che in virtù di un solo uomo la grazia di Dio si è riversata sull’umanità. Ed è questo Uomo che nel vangelo ci esorta a stare sempre pronti per accoglierlo quale Signore della vita per sconfiggere così la morte, eredità del peccato.

Il peccato contamina il mondo e lo allontana da Dio, ma sta a noi vivere in esso rimanendo in comunione con Dio. Il peccato è entrato nel mondo per la disubbidienza di Adamo; il seme di quella disubbidienza, infatti, è alla radice di qualsiasi peccato. Gesù Cristo, il Figlio Unigenito di Dio, la seconda Persona della Santissima Trinità, è venuto nel mondo, infestato dal male e dall’ingiustizia per portare il bene e la giustizia: «passò facendo il bene», dice san Pietro (At 10,38). E per restituire il mondo a Dio, è venuto nel mondo  per fare la volontà del Padre suo – come abbiamo ripetuto nel Salmo responsoriale – per cancellare il peccato di disubbidienza con la virtù dell’obbedienza. Per portare a termine la Redenzione dell’uomo, anche Cristo ha dovuto “farsi solidale con l’uomo nel peccato, e benché egli non avesse commesso peccato alcuno, Dio ha caricato sulle sue spalle i peccati di tutta l’ umanità. Mistero insondabile di amore di un Dio che non si rassegna al destino di dannazione dell’uomo e giunge al sacrificio di sé per salvarlo. E’ un amore che la mente dell’uomo non può concepire, perché esula dagli schemi ordinari della nostra mente. Quante volte dobbiamo meditare su questo amore generoso, disinteressato, sovrabbondante di Dio. Quante volte dobbiamo essere grati per questa “follia d’amore di Dio” per l’uomo! Quante volte dobbiamo domandarci se corrispondiamo a questo amore con una vita dedita a Lui! Se mai abbiamo definitivamente compreso che stiamo in questo mondo per fare la volontà di Dio. Se sappiamo che il sacrificio che Dio si aspetta da noi è quello di una volontà che aderisca alla sua. Perciò, saremo beati se il Signore ci trova intenti a compiere la sua volontà, perché è facendo la sua volontà che ci sentiamo davvero beati.