Martedì della 32.a Settimana del Tempo Ordinario

Martedì 12 Novembre 2019
S. Giosafat (m); S. Macario; S. Diego
32.a Tempo Ordinario
Benedirò il Signore in ogni tempo.
Sap 2,23-3,9; Sal 33; Lc 17,7-10

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, vorrei rendermi utile agli altri. Come loro, mi attribuisco del merito nella misura in cui mi sento utile a qualcosa. In famiglia e nel lavoro, il raggiungimento degli obiettivi che via via mi propongo mi conferma sulla ragionevolezza del mio sforzo e sul senso della mia vita. Concedimi, te ne prego, di riuscire nel mio lavoro e nelle mie molteplici attività. Ma impedisci che il successo mi renda troppo sicuro di me. Perché allora il ritornare a te non sarebbe senza dolore. Ahimé, la mia povertà e la mia disperazione mi spingono a cercare la tua presenza; e, invece, sui sentieri facili e belli rischio sempre di dimenticarmi di te.

ANTIFONA D’INGRESSO
Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore, essi vi guideranno con sapienza e dottrina.

COLLETTA
Suscita nella Chiesa, o Padre, il tuo Santo Spirito, che mosse il vescovo san Giosafat a dare la vita per il suo popolo, perché fortificati dallo stesso Spirito, non esitiamo a donare la nostra vita per i fratelli. Per il nostro Signore…

PRIMA LETTURA 
Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.
Dal libro della Sapienza 2,23- 3,9
Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura. Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono. Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità, i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui, perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 33)
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.
Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
R. Benedirò il Signore in ogni tempo.

CANTO AL VANGELO (cf. Gv 14,23)
R. Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
R. Alleluia.

VANGELO 
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.
+ Dal Vangelo secondo Luca 17,7-10
In quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Parola del Signore.

OMELIA
Gesù, il Figlio di Dio, si è umiliato nella carne, si è fatto nostro servitore, ha lavato i piedi ai suoi apostoli, ha testimoniato per noi una amore senza limiti accettando la passione e la morte: tutto questo lo ha fatto solo per noi, per farci sedere di nuovo alla mensa di Dio e renderci di nuovo suoi commensali. Non possiamo e non dobbiamo però pretendere alcunché dal Signore perché il suo amore è un dono gratuito. San Paolo ci ricorda che è già difficile trovare qualcuno che sia disposto a dare la vita per una persona dabbene, Gesù però ci amati mentre eravamo peccatori e nemici di Dio, ci ha fatti oggetto di un amore misericordioso, di un amore cioè che gratuitamente perdona. Nessuna azione umana, per quanto santa e meritoria, può quindi compensare adeguatamente quell’amore infinito, ed è per questo che anche quando abbiamo fatto tutto quello che ci è stato ordinato dobbiamo concludere di essere servi inutili. Soltanto la bontà divina e la sua grazia interverranno a rendere meritorie le nostre azioni, perché lo stesso Signore ci garantisce che essere suoi servi significa poi regnare con lui. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Padre misericordioso, scenda sulle nostre offerte la tua benedizione, e ci confermi nella vera fede che san Giosafat testimoniò con il sangue. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Figlio dell’uomo è venuto per dare la sua vita in riscatto per tutti gli uomini.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Venga a noi, Signore, da questo sacro convito il tuo spirito di fortezza e di pace, perché a imitazione di san Giosafat doniamo volentieri la nostra vita per l’unità e la santità della Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, a poco a poco comincio a indovinare qualcosa del tuo particolare legame con il Padre nello Spirito Santo. Osservo che il Dio Onnipotente del Nuovo Testamento è evocato da nomi che designano te, osservo che tu parli molto di più di lui che di te stesso e che quanto ci dici di te fa intendere molte cose di lui. Quanto deve essere meravigliosa tale unità nella vita trinitaria, in cui ciascuno è più nell’altro che in se stesso! Figlio di Dio, insegnami a dimenticare un po’ me stesso, come fai tu di fronte al Padre, con quella dimenticanza di sé per la quale non si cerca più di affermare se stessi, ma si agisce sempre e soltanto per amore.