Meditazione sul Vangelo di Lc 6,27-38

Giovedì – 23.a Tempo Ordinario

Siate misericordiosi come il Padre vostro.

Non c’è nei vangeli un imperativo più straordinariamente rivoluzionario di questo: “Amate i vostri nemici“. Agli ebrei del suo tempo, abituati all’ “occhio per occhio dente per dente“, la nuova regola dell’amore senza confine, né misura – Caritas sine modo – doveva apparire provocatoria e paradossale. Anche noi, dopo duemila anni di civiltà cristiana, fatta spesso di incoerenze e di tradimenti, in cui abbiamo alimentato odi fratricidi, assecondato guerre, benedetto le insegne di combattimento contro i nemici, rimaniamo sconcertati e impauriti dalle possibili conseguenze a cui potrebbe portarci una traduzione coerente di tale invito, obbligando a modificare totalmente i criteri di giudizio, le scelte e il sistema delle relazioni con gli altri. “Vi é stato detto… ma io vi dico”. In questo “ma” si gioca il radicale cambiamento di prospettiva che mette in crisi il modello delle reciproche convenienze, del do ut des, della solidarietà interessata. Vi è la richiesta di una conversione di mentalità e di vita. Amare senza chiedere nulla in cambio; amare proprio perché non e possibile essere ricambiati; amare gratuitamente, amare tutti, amare sempre. L’amore dei nemici diventa la “cifra” della nostra adesione al vangelo; richiede un salto di qualità, una nuova logica dei rapporti umani che può sperimentare solo chi ha già fatto esperienza dell’amore totale di Gesù. Per i cristiani, non esistono altre strade; saremo giudicati sull’amore. L’amore è l’unico criterio. Il cristiano sa di essere inviato ad annunciare e a proclamare non una dottrina, ma a testimoniare concretamente, nelle scelte e nei comportamenti, Dio amore, un Dio che in Gesù Cristo si fa prossimo e invita ogni uomo a diventare compagno di strada e a innestare il germe rivoluzionario dell’amore in un mondo lacerato da troppi interessi individualistici. All’angusta giustizia legata alla misura del dare e dell’avere, Gesù contrappone un criterio nuovo e sconvolgente di costruire i rapporti e le relazioni, che costituisce il solo modo per distinguere i peccatori dai discepoli; quello della misericordia e del perdono. Questa nuova giustizia trova la sua sintesi nell’invito appassionato: “Siate misericordiosi come lo è il Padre vostro” (v. 36).