Meditazione sul Vangelo di Lc 7,31-35

Mercoledì  – 24.a Tempo Ordinario

L’agire sapiente di Dio.

Luca dipinge una scena assai viva per descrivere i Giudei suoi contemporanei, volendo riferirsi anche agli uomini di tutti i tempi e, dunque, anche a noi. Di fronte agli inviti alla conversione di Dio gli uomini sono come bambini sempre scontenti che rifiutano di partecipare a ogni gioco loro proposto. Il Maestro condanna così l’atteggiamento degli scribi e dei farisei, gli esperti delle cose della legge e delle cose di Dio, sempre pronti a criticare chi, mandato da Dio, invitava tutti – anche loro! – a convertirsi. Anche Giovanni Battista, l’uomo del deserto e della grande penitenza, era stato riprovato e respinto. Ora è venuto Gesù di Nazaret che, al contrario, vive tra la gente, mangia e beve come tutti, ma anche nei suoi confronti si manifesta una reazione di rifiuto.

Le autorità e i rappresentanti della cultura ebraica del tempo di Gesù rifiutano il “gioco” di Dio e contrastano il suo disegno. Dio li chiama alla conversione e alla salvezza per mezzo di Giovani il Battista ed essi lo respingono perché lo ritengono pazzo. Li chiama alla gioia e alla festa per mezzo di Gesù e non accettano, perché preferiscono un Dio severo. Sono persone adulte che si comportano come bambini capricciosi. In realtà chi non accetta il messaggio di conversione proposto da Giovanni il Battista, riconoscendosi peccatore, non può accogliere l’invito alla gioia proposto da Gesù. L’agire misterioso di Dio nella storia della salvezza è segnato e dettato dalla sua sapienza. E questa può essere riconosciuta come tale solo da chi è generato, trasformato e compenetrato da essa. Chi vuole e riesce a riconoscere in Giovanni un profeta e in Gesù il Verbo di Dio, ha riconosciuto la sua umiltà di creatura e, perciò stesso, possiede la sapienza divina che lo porta a rinunciare ad una logica puramente umana. Per farlo occorre però compiere un’impresa che spesso a prima vista risulta ardua: convertirsi e cambiare mentalità, non prendere più se stessi ma Dio come misura delle cose, per uscire da sé e lasciarsi illuminare dalla parola di Dio. Disciolto il duro schermo di presunzione della sapienza terrena, nell’intimo dell’uomo può farsi strada, armoniosa e rivelatrice, la sapienza del cuore. I bambini e gli umili non hanno pregiudizi, per questo Dio annuncia il suo vangelo ai piccoli e ai poveri.