Meditazione sul Vangelo di Lc 8,1-3

Venerdì – 24.a Tempo Ordinario

Liberata dalla schiavitù del peccato.

Gesù prosegue il suo cammino di annuncio del Regno di Dio per le strade della Galilea. Al suo seguito troviamo i Dodici e diverse donne. Queste sono discepole a tutti gli effetti, anche se di alcune di loro non sappiamo nulla, mentre di altre ci è tramandato solo il nome. Non hanno parole da offrirci sul Maestro e sul loro cammino di fede dietro a lui. Luca ci ricorda solo che tutte sono state guarite da Gesù. Quella che di loro conosciamo meglio è Maria di Magdala. Proviamo a seguirla attraverso i testi evangelici: quale cammino di sequela compie e ci schiude con la sua presenza, silenziosa ma eloquente?

La prima volta che incontriamo Maria di Magdala è proprio nel testo evangelico odierno. In poche parole Luca delinea la condizione di partenza di questa donna; è schiava di una forza malvagia che la possiede tutta: sette sono i demoni che la abitano e il sette, il numero simbolico che nella Scrittura indica la compiutezza di una situazione, ci dice che la sua vita e il suo cuore sono totalmente posseduti dal male In tutte le sue forme. Maddalena vive in una condizione di tenebre esteriori ed interiori, asservita a molti signori e perciò frammentata, divisa in se stessa. Abbiamo già visto come l’arrivo di Gesù, la sua sola presenza smascheri il male, facendolo uscire allo scoperto (Lc 4,31-37). Possiamo così immaginare cosa abbia provocato in lei l’incontro col Maestro: quell’uomo così straordinario, mite e forte al tempo stesso, la libera dalla prigione della sua vita, e lei vede uscire da se stessa tutto quel male che la riempiva. La guarigione per Maria di Magdala è, dunque, una liberazione che coinvolge tutta la sua persona e inizia proprio dal risanamento di quel cuore da cui Gesù dice che escono le intenzioni malvagie (Mt 16,19-20). Luca ci presenta Maddalena già per via, dietro a Gesù, mentre serve lui e i Dodici. Per lei si apre, cioè, il tempo in cui attraverso il servizio, che la “espropria” da se stessa aprendola agli altri, e l’ascolto liberante della parola di Gesù, quella liberazione iniziale diventa vita quotidiana, vissuta nelle pieghe del suo vivere l’incontro con il Vivente non rimane un episodio isolato, bello ma finito; diventa una miccia che innesca un passaggio continuo dalla morte – in cui ogni giorno l’egoismo, l’orgoglio e tutte le opere della carne tentano di imprigionarci – alla vita nuova che dà lo Spirito di Cristo. E il primo segno di questa vita nuova è proprio il servizio, il porsi volontariamente sotto la signoria di Cristo, unico Signore, a disposizione dei suoi amici. Ma per capire l’origine, il mistero ormai spalancato di questa vita pasquale, dobbiamo fare un altro passo e arrivare fin sotto la croce di Gesù, dove Maddalena sta con Maria e le altre donne (Gv 19,25). Sotto la croce, ella tiene lo sguardo fisso su Gesù: è lui il vero serpente innalzato nel deserto del mondo, che salva dai morsi velenosi del peccato chi lo guarda (Nm 21,8). Quando Maddalena porta ai suoi fratelli l’annuncio della risurrezione, reca con sé una storia di liberazione e salvezza che la rende testimone credibile e affidabile: la sua vita tutta è stata coinvolta nel passaggio pasquale dalla morte alla vita.