Meditazione sul Vangelo di Mt 10,24-33

Sabato – 14.a Tempo Ordinario

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Di fronte alla minaccia del martirio, su quali risorse può contare il testimone del vangelo? Come far fronte alla paura? È Gesù stesso per primo a prospettare agli apostoli la possibilità che la loro predicazione susciti non solo la resistenza del cuore, non solo ostilità ma addirittura odio, fino alla volontà omicida. Dopo avere lui stesso evocato il fantasma della morte, li incoraggia a non avere paura. Non promette, in cambio della loro dedizione, l’immunità dalla sofferenza ma li invita, semplicemente, ad accettare ostilità e persecuzione in base a una tutta interna alla fede. Non rimuove la causa della paura ma sollecita a guardarla in faccia. Se non c’è la fede, allora la paura ha campo libero. Ma se, al contrario, c’è la fede, lo sconcerto prodotto dalla paura può essere neutralizzato semplicemente motivando il sacrificio della vita. La morte del corpo sarà il prezzo della salvezza che Dio è pronto a donare; Dio salverà chi avrà resistito fino alla fine. Si può mettere a confronto la vita del corpo con la vita dell’anima? La paura nasce dalla fragilità: ho paura perché non sono sicuro di possedere le risorse bastanti per far fronte agli eventi, ho paura perché vado incontro a una eventualità sulla quale non ho alcun potere. Facendo appello alla fede, Gesù ci fa sapere che la paura può essere sconfitta non difendendosi da ciò che la provoca e neppure combattendo direttamente contro di essa fino a farla svanire, bensì riportando su di essa una vittoria indiretta con l’accettarla quale parte essa stessa del martirio. Allora la fragilità non sarà rimossa ma sarà messa nella condizione di non nuocere. Il martirio non è un evento riservato agli eroi senza paura, allo stesso modo che la santità non è prerogativa di esseri superiori privi di qualunque macchia di peccato. Il principio non vale solo di fronte al martirio, ma è regola generale che deve governare tutte le circostanze del combattimento spirituale; Dio non pretende da noi che siamo immuni dalla fragilità, ci chiede soltanto di riconoscere che la grazia vale più della vita, o meglio che il giusto prezzo della vita è la grazia. Ogni volta che essa è venduta per meno è svenduta.