Meditazione sul Vangelo di Mt 18,1-5.10.12-14

Martedì – 19.a Tempo Ordinario

Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli.

Se nella Chiesa venisse praticata anche solo la metà dell’ironia e dell’autoironia, del senso del paradosso e dell’umorismo di Gesù Cristo, il guadagno sarebbe incommensurabile. La noia non sarebbe forse del tutto abolita, ma certo resteremmo più svegli. In generale le modalità espressive dei cristiani si arricchirebbero. E soprattutto i cristiani potrebbero prendersi un po’ meno sul serio. Non che il cristianesimo non sia una cosa serissima, tutt’altro; è quanto di più serio ci sia. Ma i cristiani sono ampiamente imperfetti. Il problema è quando pretendono di insegnare agli altri la perfezione. L’unica salvezza (essendo imperfetti) è farlo con una giusta dose di autoironia. Le persone serie non si prendono mai del tutto sul serio. Così alla domanda su chi sia il più grande, Gesù decide di dire la verità, ma divertendosi. La verità… Quale risposta si aspetteranno i discepoli? l più grandi sono i giusti, i senza peccato. Oppure, poiché in altra circostanza chiedono a Gesù chi di loro gli siederà accanto nel Regno dei Cieli, si aspettano che il loro Maestro gli confermi: voi, cioè noi siamo i più grandi, noi che conosciamo la verità. Gesù legge nei cuori e decide, divertendosi, di spiazzarli. Usa l’arma nonviolenta del paradosso. Chiama un bambino: lui è il più grande. Anche se è il più “piccolo”. Grande… Certo non in peso o altezza. Grande “altrove”. Sarebbe bello aver potuto vedere la faccia dei discepoli. Gesù, non scherzare. Grande è chi ha appreso la lezione della vita, un saggio dalla lunga barba bianca, un filosofo che parla sapendo quel che dice, non un bambino che passa il tempo a giocare. Che ne sa della vita un bambino? In effetti il problema non è nella risposta di Gesù, ma nella domanda. l discepoli chiedono chi sarà il più grande nel Regno dei cieli, ma l’unica risposta incapace di stupirli sarebbe quella che indicasse chi è grande sulla terra. Un vero filosofo dalla barba bianca capirebbe; io sono “grande” sulla terra proprio perché ho capito che in Cielo è grande chi qui è piccolo, senza malizia. E rischiare 99 pecore per una sola, non è un altro splendido paradosso?