Meditazione sul Vangelo di Mt 19,3-12

Venerdì – 19.a Tempo Ordinario

Da principio non fu così.

Nella modernità liquida così ben descritta da Zigmunt Bauman, nulla è per sempre e tutto dev’essere provvisorio, mobile, flessibile. La logica è quella del mercato, secondo la quale tutto è negoziabile e i contratti sono di per sé a tempo determinato. Quando il contratto non è più conveniente, devo poterlo rompere. Se nel mercato il principio funziona, è lecito estenderlo anche alle relazioni umane tutte, rapporti di coppia compresi? I farisei vanno presi sul serio, esattamente come sul serio vanno presi oggi i fautori del matrimonio light, dei contratti di coppia, dei rapporti multipli, del matrimonio gay, eccetera. La loro logica è strettissima. Così stretta che ci viene da chiederci se sia disumana. Oppure se sia disumano chi afferma che la verità scritta nel cuore dell’uomo, nel dna dell’anima, è quella dell’unione per sempre, stabile e fedele. E quale delle due opzioni può rendere l’uomo davvero felice? l farisei, appunto, vanno presi sul serio. Per loro la legge non va presa sotto gamba. La legge è tutto. E Mosè ha consentito il ripudio. Ora Gesù sostiene che l’unione tra uomo e donna è per sempre, e per volontà di Dio. Come può il Dio di Gesù smentire il Dio di Mosè, se è lo stesso Dio‘? O Mosè o Gesù si sbaglia. E Mosè non può sbagliarsi… Ma Gesù spiega qualcosa che per i farisei, abituati all’applicazione meccanica, automatica, pedissequa della legge è difficilmente comprensibile. Gesù invita i farisei a uno sforzo intellettuale sovrumano. Li invita alla mediazione culturale. Spiega che la legge divina deve fare i conti con la capacità degli uomini, e della loro società, di comprenderla e accoglierla. E in passato Dio si è fatto mediatore, “per la durezza del vostro cuore”. Ma adesso sono arrivati tempi nuovi e si deve fare come va fatto, secondo verità, soprattutto come era “da principio”. l farisei avevano voluto mettere alla prova Gesù. Sentendosi superiori a lui, pensavano di mandarlo agevolmente in confusione. Gesù, a sua volta, li spiazza saltando dalla logica legalistica umana a quella della legge divina. Con un linguaggio sportivo, e chiedendo scusa per l’impertinenza, Gesù si conferma qui un formidabile contropiedista.