Giovedì – 27.a Tempo Ordinario

Meditazione sul Vangelo di Lc 11,5-13

I veri vincitori.

Il profeta Malachia parlando nel nome del Signore, stabilisce i due atteggiamenti, ben diversi, che assumono i membri del popolo eletto. Vi sono coloro che si lamentano di aver servito il Signore e si domandano cosa ne hanno guadagnato,  e ci sono gli altri, quelli che temono il Signore e non si stancano di servirlo i quali “diverranno sua proprietà”. Nel Vangelo Gesù ci presenta apertamente il vero Padre del Cielo che «darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono». I veri figli potranno così acclamare: “Benedetto sei tu Signore, Dio di Israele”.

Oggi il vangelo ci presenta uno dei principali insegnamenti che Gesù ha voluto darci: Dio è Padre e vuole soltanto il bene dei suoi figli. Questa idea è molto confortante e illuminante. Gli israeliti mormoravano contro Dio perché il fatto di servire il Signore sembrava non portare loro alcun vantaggio, anzi, vedevano come gli empi si vantavano di prevalere e, pur praticando ciò che è male e provocando Dio, restavano impuniti. Questa è una tentazione presente anche ai giorni nostri. Quante volte sentiamo simili recriminazioni. A cosa serve essere “buoni”, praticare il bene, fare opere di bene a beneficio degli altri, se alla fine sono i cattivi, i corrotti, i malvagi a “vincere”! Ragionare così è un grande errore, perché, per fede, sappiamo che anche se su questa terra vediamo “vincere” coloro che fanno il male, in verità saranno loro a perire. Gesù ci ha messo in guardia al riguardo: «I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce»; perciò non c’è da meravigliarsi se spesso il male prende il sopravvento. Nel Vangelo, il Maestro parla appunto di questi “figli della luce”, coloro che Dio ama. Gesù ci esorta a chiedere qualsiasi cosa a questo Padre buono, confidando che avremo tutto ciò che occorre. Ma è l’ultima frase a sorprendere, perché Gesù conclude parlando inaspettatamente dello Spirito Santo, dono di Dio, il dono più grande. Ci insegna così che la nostra preghiera dev’essere orientata ai veri beni, quelli eterni, che ci porteranno gioia, pace, serenità. E vero, possiamo chiedere qualsiasi cosa e Dio avrà cura di noi; ma quando si tratta dei beni necessari per la salvezza, il Padre avrà ancora più cura di non farceli mancare.