Sabato – 31.a Tempo Ordinario – DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE – P

Meditazione sul Vangelo di Gv 2,13-22

Dimora di Dio, dimora in Lui!

L’affascinante cacciata dei mercanti dal Tempio mostra Gesù forte, zelante, risoluto, rivelando la gravità di quello che vede e che non può essere tollerato! Il Tempio, luogo della Presenza di Dio, non giustifica presenze antagoniste e preannuncia simbolicamente la Risurrezione e la costituzione del nuovo e definitivo Tempio che è il Corpo di Cristo.

Si festeggia l’edificio romano, ma anche le altre chiese delle quali si celebra annualmente la Dedicazione. Non si esalta una precaria costruzione, ma la Liturgia, esperienza centrale della fede, che la rende Spazio Sacro. Nel Battesimo si diventa Tempio di Cristo e dimora di Dio. Bisogna avere cura del proprio corpo, della casa del Signore e della comunità. Dio dimora nell’uomo creato a sua immagine. La somiglianza che perdiamo col peccato va recuperata con le “buone opere”. La vita cristiana è, infatti, un continuo riordinare la propria interiorità. Similmente dobbiamo ordinare e rendere bello il tempio di Dio. Le chiese non sono edifici con una funzione speciale, ma spazi che accolgono la presenza del Risorto e l’Eucaristia vivente, che è il Mistico Corpo di Cristo. Mentre caccia i venditori, Gesù dice «Padre mio» e «casa del Padre mio». Le uccisioni di animali e il denaro non servono più al culto che deve essere spirituale, in senso cristiano Egli vive nell’amore trinitario diviene tempio della sua presenza e sua dimora!  I mercanti avranno ripreso il loro posto, ma il gesto profetico di Gesù, che invita a non fare mercato della propria fede, ha prodotto i suoi effetti. La legge dello scambio e del baratto non ha niente a che fare con Dio. Quel tempio diventato mercato somiglia al nuovo mercato globale contemporaneo dove si adorano nuovi e falsi idoli, oltre al denaro e al potere: anche questi “nuovi templi” stanno subendo la loro crisi, e la sferza del Signore colpirà anche loro! La provocazione di Gesù rivela che l’opera del Signore è sempre una riedificazione: Egli risorge e fa risorgere; fa ripartire dopo una sosta forzata, quando la stanchezza e il giudizio negativo degli altri frena il cammino; dopo una caduta è pronto a farti rialzare. Il tempio di pietre, che oggi festeggiamo e onoriamo, è un rimando al tempio vivo che è l’uomo, che sono io e il fratello che mi vive accanto, qualunque sia la sua condizione di vita.