Sabato della 14.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Sabato 13 Luglio 2019
S. Enrico; S. Clelia Barbieri; S. Esdra
14.a di Tempo Ordinario
Gen 49,29-33;50,15-26a; Sal 104; Mt 10,24-33
Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

PREGHIERA DEL MATTINO

Signore, sii lodato! Tu tieni nelle tue mani il tempo della mia vita. Tu mi offri questo nuovo giorno. È con te che voglio incominciarlo. Io ti prego oggi: aiutami a trattare la gente come tu lo desideri. Fa’ che né il rancore né l’orgoglio determinino il mio pensiero, ma la benevolenza e l’indulgenza. Fa’ che le mie parole non siano offensive, ma al contrario benefiche. Fa’ che il mio
comportamento, lungi dallo scoraggiare la gente, sia per loro un aiuto e una forza. Benedicimi oggi, e benedici anche tutti coloro che incontrerò.

ANTIFONA D’INGRESSO
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia in mezzo al tuo tempio. Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode si estende ai confini della terra; di giustizia è piena la tua destra.

COLLETTA
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio hai sollevato l’umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall’oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore …

PRIMA LETTURA
Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato
Dal libro della Genesi 49,29-33; 50,15-26a
In quei giorni, Giacobbe diede quest’ordine ai suoi figli: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l’Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l’Ittita come proprietà sepolcrale. Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia. La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti». Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati. Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?». Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così. E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore. Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa». Giuseppe morì all’età di centodieci anni.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 36)
R. Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie. R.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto. R.
Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi. R.

CANTO AL VANGELO
R. Alleluia, Alleluia.
Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.
R. Alleluia.

VANGELO
Voi valete più di molti passeri!
+ Dal Vangelo secondo Matteo 10, 24-33
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli: «Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia! Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.


OMELIA
Il discepolo di Gesù dovrà avere un grande coraggio nell’annunciare quello che il maestro gli ha detto, senza aver paura di nessuno «perché non c’è nulla di nascosto che non sia rivelato e nulla di occulto che non sia conosciuto». Cristo ha parlato insegnando per lungo tempo a coloro che gli erano vicini e ha rivelato loro i segreti del Padre. Ma ora è giunto il momento nel quale devono gridare il messaggio di salvezza che è stato loro affidato. Anche se alcune cose non sono ancora chiare, non importa: lo Spirito è stato dato appositamente per rivelare quelle cose che ancora non erano state capite. Il cristiano nell’intimità del dialogo col Padre, da solo o insieme ai fratelli nella fede, ascolta la Parola di Dio nella Bibbia e nei fatti che, giorno per giorno, vive: medita con purezza di cuore e disponibilità. Non sempre capisce subito il messaggio della lieta novella. Ci sono lunghi tempi in cui rimane sotto la tutela della legge e della tradizione, obbediente più a esse che alla parola del Vangelo. Ma poi, se è costante e cerca sinceramente il Signore, apparirà tutta la bellezza e la gioia dela rivoluzione di Gesù; nella sua originalità, nella sua capacità liberatoria dell’uomo. Spesso non parliamo di “lieto annuncio” e non lo gridiamo sui tetti, perché per noi, prima che per gli altri, il vangelo non è un annuncio di liberazione: non lo è mai stato e non lo è tuttora. Ma se vivi quotidianamente nella tua vita la gioia delle beatitudini; se l’idolo del denaro non è più un despota con il quale tenti di dividere il tuo servizio; se hai provato la liberazione di spartire i tuoi beni con i poveri; se ridoni ai fratelli l’amore che il Padre ti ha dato; se vivi l’intimità con il Risorto; e se infine hai sperimentato, anche solo un poco, la vita di comunione con veri fratelli; allora lo griderai al mondo che non c’è soluzione vera se non in Cristo Signore, e che gli uomini, se vogliono vincere i loro mali, dovranno convertirsi al vangelo. (Emanuela Ghini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Ci purifichi, Signore, quest’offerta che consacriamo al tuo nome, e ci conduca di giorno in giorno a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Dio onnipotente ed eterno, che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti, fa’ che godiamo i benefici della salvezza e viviamo sempre in rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Signore, questa sera io alzo gli occhi verso di te. Ti ringrazio per tutto quello che sono riuscito a fare oggi, ma anche per le difficoltà che sono riuscito a superare. Non ho saputo sempre rendere giustizia ad ognuno, mi è capitato di essere ingiusto o impaziente… Perdonami di avere talvolta reso agli altri la vita più difficile del necessario. Nonostante le mie debolezze, posso contare sul tuo amore. Fa’ che la tua sollecitudine mi trasformi sempre di più.