Sabato della 32.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno dispari

Sabato 16 Novembre 2019
S. Margherita di Scozia (mf); S. Geltrude di Hefta (mf); B. Simeone
32.a Tempo Ordinario
Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.
Sap 18,14-16; 19,6-9; Sal 104; Lc 18,1-8

PREGHIERA DEL MATTINO
Gioia per coloro che amano il tuo nome, Signore. Tu sei il trascendente che spalanca i flutti impetuosi per salvare i suoi figli. Tu sei il vicinissimo, che nella nube, ricopre della sua presenza adorabile il suo popolo, che esso dorma o vegli. Sarebbe questa una storia lontana? Questi avvenimenti che si riferiscono precisamente alla vita d’Israele, sono segni ancora traboccanti di vita, pieni di amore duraturo, impossibile da arginare, amore che sommerge l’intero universo. O Dio, fa’ che in questo giorno la tua ineffabile tenerezza faccia salire dal cuore del tuo popolo inni di gioia.

ANTIFONA D’INGRESSO
La mia preghiera giunga fino a te; tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)

COLLETTA
Dio grande e misericordioso, allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, perché, nella serenità del corpo e dello spirito, possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA  
Il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e saltellarono come agnelli esultanti.
Dal libro della Sapienza 18,14-16; 19,6-9
Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo rapido corso, la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio, portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile e, fermatasi, riempì tutto di morte; toccava il cielo e aveva i piedi sulla terra. Tutto il creato fu modellato di nuovo nella propria natura come prima, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi. Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento, terra asciutta emergere dove prima c’era acqua: il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e flutti violenti una pianura piena d’erba; coloro che la tua mano proteggeva passarono con tutto il popolo, contemplando meravigliosi prodigi. Furono condotti al pascolo come cavalli e saltellarono come agnelli esultanti, celebrando te, Signore, che li avevi liberati.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 104)
R. Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
R. Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.
Colpì ogni primogenito nella loro terra,
la primizia di ogni loro vigore.
Allora li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.
R. Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.
Così si è ricordato della sua parola santa,
data ad Abramo suo servo.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia.
R. Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto.

CANTO AL VANGELO (cf. 2Ts 2,14)
R. Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo,
per entrare in possesso della gloria
del Signore nostro Gesù Cristo.
R. Alleluia.

VANGELO 
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore.

OMELIA
Pregare sempre senza stancarsi mai potrebbe apparire, per noi così affaccendati in mille cose, una esortazione impraticabile. Sperimentiamo come facilmente ci si stanca anche solo per qualche minuto in più da dedicare alle nostre liturgie settimanali. Gesù ci sta chiedendo innanzi tutto la perseveranza nella preghiera, vuole poi raccomandarci una intima ed ininterrotta comunione con lui. Come può un figlio, sempre bisognoso di aiuto, dimenticarsi del proprio padre o smettere di chiedergli quanto gli necessita? La preghiera ci consente di essere costantemente orientati verso Dio e mirare verso i beni del cielo. Ci serve per ricordare la nostra meta ultima e dotarci dei mezzi per raggiungerla. Ci serve per prendere coscienza onestamente della nostra debolezza e sperimentare la infinita bontà e potenza divina. Ci serve per creare una giusta gerarchia di valori per poi prediligere i veri beni e operare un sano e doveroso distacco da quelli della terra. Diventiamo così, pur restando abitanti di questo mondo, cittadini del cielo. Sperimentiamo la paternità di Dio, la sua presenza operante tra noi, la fratellanza tra gli uomini e il dono della misericordia e della pace. Così ogni giorno alimentiamo la nostra fede e l’adorniamo di opere di bene. Così infine il Signore ci renderà giustizia dinanzi alle ingiustizie della vita! (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Volgi il tuo sguardo, o Padre, alle offerte della tua Chiesa, e fa’ che partecipiamo con fede alla passione gloriosa del tuo Figlio, che ora celebriamo nel mistero. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, ad acque tranquille mi conduce.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; la forza dello Spirito Santo, che ci hai comunicato in questi sacramenti, rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
Beata è colei che seppe adorarti, attaccarsi ai tuoi più piccoli desideri, nel rigore di un’umile fede che nulla può far vacillare. O Signore, come ci fa bene attingere con lei al tuo cuore, con la sua speranza indefettibile e la forza del suo abbandono, che la tiene in piedi di fronte alla croce, e sostiene ormai in un’ineffabile compassione chiunque senta la vita disgregarsi e non trovi consolatori. Mi sia sufficiente emettere un debole grido, nel fondo del mio essere in prigione; Maria, mia madre, scende nel fondo del mio abisso e mi riporta alla luce attraverso suo Figlio.