Liturgia di Domani
Rito Romano

29.a Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Domenica 20 Ottobre 2019
S. Cornelio; S. Maria Bertilla Boscardin
29.a di Tempo Ordinario
Il mio aiuto viene dal Signore.
Es 17,8-13; Sal 120; 2Tm 3,14-4,2; Lc 18,1-8

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu non abbandoni coloro che ti cercano, tu sei il rifugio dell’oppresso, tu non dimentichi le grida degli umili. Ed è per questo che noi non abbiamo altro difensore che te. Mostrati a noi quando siamo nella tribolazione, ascolta il clamore dei disperati. Tu sei il protettore dei deboli, tu salvi coloro che si scoraggiano. Custodiscici come la pupilla dei tuoi occhi da coloro che chiudono il loro cuore. Abbiamo fiducia in te, perché la tua tenerezza e la tua lealtà sono eterne. Ingrandisci il nostro cuore, guarda il nostro lavoro e le nostre pene. Tu non ci rifiuti, tu non ci abbandoni; e noi abbiamo fiducia nella tua pace.

ANTIFONA D’INGRESSO
Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all’ombra delle tue ali.

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva.
Dal libro dell’Esodo 17,8-13
In quei giorni, Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 120)
R: Il mio aiuto viene dal Signore.
Alzo gli occhi verso i monti:
da dove mi verrà l’aiuto?
Il mio aiuto viene dal Signore:
egli ha fatto cielo e terra. R.
Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà il tuo custode.
Non si addormenterà, non prenderà sonno,
il custode d’Israele. R.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte. R.
Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre. R.

SECONDA LETTURA
L’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timoteo 2Tm 3,14 – 4,2
Figlio mio, rimani saldo in quello che hai imparato e che credi fermamente. Conosci coloro da cui lo hai appreso e conosci le sacre Scritture fin dall’infanzia: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù, che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annuncia la Parola, insisti al momento opportuno e non opportuno, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e insegnamento.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO (Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva ed efficace,
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

VANGELO
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
+ Dal Vangelo secondo Luca 18,1-8
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore.

OMELIA
Nella parabola del vangelo di oggi, Gesù lega in modo ormai indissolubile due temi importanti per la vita di noi cristiani. La necessità dell’insistenza della preghiera sembra essere il tema principale della parabola del giudice disonesto. Come egli esaudirà le richieste continue della vedova così il Padre è pronto a soddisfare le nostre preghiere. Potremo sviluppare questo tema, con gli elementi importanti che fornisce Gesù nella parabola stessa. Eppure mancheremo di qualcosa di veramente importante. La scelta dei personaggi, per esempi è significativa. La vedova è una persona che non aveva molte tutele che oggi chiameremo sociali. La stessa legge mosaica aveva cercato di dare delle protezioni per le vedove ed altre categorie deboli come gli orfani e gli stranieri. Negli Atti degli Apostoli, l’istituzione dei diaconi è sorta proprio in relazione alla mancanza verso delle vedove. Il giudice, evidentemente non vuole dare ascolto alla voce di questa donna per non sentirsi troppo compromesso: preferisce eserciate il suo ufficio spianando le difficoltà. Non possiamo però leggere questa parabola senza interpellarci con la domanda stessa che pone Gesù sulla fede. Leggiamo in essa una provocazione forte che interessa tutti. Già da come è formulata la stessa domanda capiamo che tutti noi siamo gli interlocutori di Gesù. I Vangeli sono Parola di Dio e per questo eterni nel loro messaggio e destinati a tutti e in tutti i tempi. Nella parabola odierna, Gesù esplicitamente si rivolge a tutti. La questione della fede diventa allora basilare e da qui possiamo allora leggere tutta la parabola. La preghiera, anche continuativa, sarà inefficace se non parte da un cuore informato dall’amore della fede. La fede è dono di Dio da coltivare, anche nella preghiera. E allora capiamo bene la domanda di Gesù. Essa contiene anche una promessa: il suo ritorno nella gloria. Preghiamo allora che, in questa attesa fiduciosa, la nostra fede possa incrementarsi in una vita di amore e di sollecitudine verso il prossimo, soprattutto il più debole. (Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono, su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame.

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

MEDITAZIONE
Guardate, figli miei! Il tesoro di un cristiano non è sulla terra, ma è in cielo. Il nostro pensiero deve andare dov’è il nostro tesoro! L’uomo ha un bel compito: quello di pregare e di amare… Voi pregate, voi amate: ecco la felicità sulla terra. La preghiera non è altro che unione con Dio. Quando si ha il cuore puro e unito a Dio, si sente come un balsamo nel cuore, una dolcezza che inebria, una luce che abbaglia. In questa intima unione, Dio e l’anima sono come due pezzi di cera fusi insieme: nulla può più separarli. È cosa bellissima questa unione di Dio con la sua piccola creatura; è una felicità che non si può capire. Noi non avevamo meritato di pregare, ma Dio nella sua bontà ci ha permesso di parlargli. La nostra preghiera è un incenso che egli riceve con piacere. Voi avete un cuore piccolo, ma la preghiera lo fa più grande e lo rende capace di amare Dio. La preghiera fa passare il tempo assai rapidamente, e così piacevolmente che non ci si accorge della sua durata. Quando percorrevo la Bressa, al tempo i cui i poveri curati erano quasi tutti malati, pregavo il buon Dio lungo la strada. Vi assicuro che non sentivo il tempo passare. Lo sanno coloro che si perdono nella preghiera come il pesce nell’acqua, perché sono interamente in Dio. Nel loro cuore non vi è via di mezzo. Oh! Come amo queste anime generose! San Francesco d’Assisi e santa Coletta vedevano nostro Signore e gli parlavano come noi ci parliamo. Mentre noi, quante volte veniamo in chiesa senza sapere cosa veniamo a farci e cosa vogliamo chiedere! Eppure, quando si va da qualcuno, si sa bene perché ci si va. Alcuni sembrano dire al buon Dio: “Vengo a dirvi due parole per sbarazzarmi di voi”. Penso spesso che, quando veniamo ad adorare nostro Signore, possiamo ottenere ciò che vogliamo, a patto di chiedergli con una fede vivissima.
SAN GIOVANNI MARIA VIANNEY, CURATO D’ARS

Liturgia dei giorni successivi

Lunedì della 29.a Settimana del Tempo Ordinario

Lunedì 21 Ottobre 2019
Ss. Orsola e c.; S. Malco; B. Carlo d’Asburgo
29.a di Tempo Ordinario
Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.
Rm 4,20-25; Cant. Lc 1,68-75; Lc 12,13-21

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu ci rendi giusti per mezzo della fede e ogni volta che mi rivolgo a te nell’intercessione, mi ricordo che tu hai detto che la preghiera del giusto aveva una grande efficacia. Io non posso avvalermi delle mie azioni, e neppure della mia fedeltà per reclamare da te qualcosa, ma invoco la tua giustizia, invoco te che vivi in me e mi trasformi a poco a poco in una nuova creatura. Tu, dall’interno, fai rialzare ciò che è caduto e raddrizzi ciò che è storto. È così che io posso comprendere: “Il giusto vivrà per mezzo della fede”.

ANTIFONA D’INGRESSO
Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta, rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera. Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi, proteggimi all’ombra delle tue ali. (Sal 17,6.8)

COLLETTA
Dio onnipotente ed eterno, crea in noi un cuore generoso e fedele, perché possiamo sempre servirti con lealtà e purezza di spirito. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA 
È stato scritto anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 4,20-25
Fratelli, di fronte alla promessa di Dio, Abramo non esitò per incredulità, ma si rafforzò nella fede e diede gloria a Dio, pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. E non soltanto per lui è stato scritto che gli fu accreditato, ma anche per noi, ai quali deve essere accreditato: a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù nostro Signore, il quale è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Lc 1,68-75)
R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.
Ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo. R.
Salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza. R.
Del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Mt 5,3)
R. Alleluia, alleluia.
Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
R. Alleluia.

VANGELO
Quello che hai preparato, di chi sarà?
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,13-21
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?». E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede». Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e divertiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si
arricchisce presso Dio».
Parola del Signore.

OMELIA
I desideri umani, se non guidati dalla sapienza dello Spirito, sfociano inevitabilmente nella cupidigia; le necessità della vita, sull’onda della umana insaziabilità, si moltiplicano senza limite fino a farci credere di dover vivere sempre e soltanto nella situazione terrena. Ci convinciamo anche di essere noi soltanto i padroni del tempo e della vita e i destinatari delle nostre cose, chiudendoci in un insanabile egoismo. Siamo anche noi tentati di pensare come l’uomo ricco di cui ci parla il Vangelo di oggi,: una volta acquisite le nostre sicurezze, i nostri beni, riempiti i granai delle nostre bramosie, diciamo a noi stessi: “hai a disposizione molti beni per molti anni; riposati, mangia e bevi e datti alla gioia”. Il Signore dà un giudizio completamente diverso della felice situazione in cui crede di essere quell’uomo. Egli lo definisce “stolto” perché ha sbagliato completamente i conti: ha saputo misurare l’entità delle sue ricchezze, ma non ha valutato la caducità del tempo e la vera destinazione di quei beni. Ha pensato ad una felicità solo terrena e si è dimenticato dell’eternità. Ecco perché il Signore non intende immischiarsi in faccende di eredità. Troppo spesso proprio in quelle circostanze emergono in modo violento l’attaccamento al denaro e agli interessi solo umani. Dovremmo ricordarci che la nostra vera vita non è quaggiù, dove tutto perisce, ma nell’eternità di Dio, dove le vere ricchezze si tramutano in gioia perenne.
(Padri Silvestrini)

PREGHIERA SULLE OFFERTE
Donaci, o Padre, di accostarci degnamente al tuo altare, perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio sia per noi principio di vita nuova. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Gli occhi del Signore sono su quanti lo temono, su quanti sperano nella sua grazia, per salvare la loro vita dalla morte, per farli sopravvivere in tempo di fame. (Sal 33,18-19)

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Signore, questa celebrazione eucaristica, che ci ha fatto pregustare le realtà del cielo, ci ottenga i tuoi benefici nella vita presente e ci confermi nella speranza dei beni futuri. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
“Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita”. Mio Dio, dove ho investito, e in quale commercio mi sono compiaciuto? Mi sono fatto degli amici in cielo? E il mio tesoro dov’è? Che io sappia dove si trova il mio cuore, se esso è con te. Quale follia, se non quella che consiste nel guadagnare la propria vita perdendola. Oh, che io possa guadagnare il cielo perdendo tutto, tranne il tempo prezioso in cui tu mi lasci la libertà di dare o di serbare, di risparmiare o di essere prodigo della tua immagine, d’amare o di rifiutare questo tormento interiore. Mio Dio, tu dici: “Questa notte stessa…”.

Martedì della 29.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Dispari

Martedì 22 Ottobre 2019
S. Giovanni Paolo II; S. Abercio; S. Donato Scoto
29.a di Tempo Ordinario
Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.
Rm 5,12.15b.17-19.20b-21; Sal 39; Lc 12,35-38

PREGHIERA DEL MATTINO
Signore, tu sei venuto di notte, e verrai di notte, notte profonda del mondo: “Quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà ancora la fede?”. Può darsi che sia già più tardi di quanto crediamo, e tu ci chiedi di vegliare in queste tenebre che avvolgono la terra, non dormendo ma restando vigili, spiritualmente svegli, più sicuri della tua venuta che colui che veglia di quella dell’aurora. Viene l’ora in cui tutto si svela, in cui strapperai per sempre il velo che ci privava della tua vista.

ANTIFONA D’INGRESSO
Il Signore lo ha scelto come sommo sacerdote, gli ha aperto i suoi tesori, lo ha colmato di ogni benedizione.


COLLETTA
O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato il beato Giovanni Paolo II, papa, a guidare l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico Redentore dell’uomo. Per il nostro Signore…

PRIMA LETTURA

Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 5,12.15.17-19.20-21
Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. Ma dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia. Di modo che, come regnò il peccato nella morte, così regni anche la grazia mediante la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE (Dal Salmo 39)

R. Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà.

Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.
Allora ho detto: «Ecco, io vengo. R.
Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo». R.
Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai. R.
Esultino e gioiscano in te
quelli che ti cercano;
dicano sempre: «Il Signore è grande!»
quelli che amano la tua salvezza. R.

CANTO AL VANGELO (cf. Lc 21,36)
R. Alleluia, alleluia.
Vegliate in ogni momento pregando,
perché abbiate la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo.
R. Alleluia.

VANGELO
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli.
+ Dal Vangelo secondo Luca 12,35-38
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».

Parola del Signore.

OMELIA
Cristo ci chiede di essere come servi vigilanti che aspettano il ritorno del loro padrone. Che tutta la nostra vita sia condotta in questa attesa! Vegliare: non è forse, fra l’altro, vedere ogni situazione della nostra vita aperta a Cristo e non dimenticare che da lui ci viene il coronamento di tutte le nostre parole e di tutte le nostre azioni? Lui solo avrà l’ultima parola per dire il significato di tutto quello che avremo vissuto. Gesù ci dice che nel momento del suo ritorno accadrà qualcosa di inatteso: il padrone servirà i servi. L’amore di Dio oltrepassa tutto ciò che possiamo immaginare, anche le più intime speranze del nostro cuore. È inatteso per il cuore dell’uomo che Dio si faccia servo. Eppure, con tutta la sua vita Cristo ci spinge a credere a ciò, per pregustare la gioia del regno.


PREGHIERA SULLE OFFERTE
Accetta con bontà, Signore, le offerte che ti presentiamo e fa’ che, sull’esempio del santo Giovanni Paolo II, con devozione sincera e con viva fede partecipiamo a questi santi misteri. Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE
«Signore, tu sai tutto: tu sai che io ti amo».

PREGHIERA DOPO LA COMUNIONE
O Padre, la forza del tuo Spirito, operante in questi santi misteri, sia per noi sostegno nella vita presente e pegno sicuro della felicità eterna. Per Cristo nostro Signore.

PREGHIERA DELLA SERA
“Dunque non siete più di passaggio, né stranieri, ma fate parte della città dei santi, della famiglia di Dio…”. Che parola meravigliosa ci rivolgi, Signore, e com’è esigente! Concedici di cogliere tutti i mezzi di santificazione che metti a nostra disposizione affinché possiamo rispondere in egual misura alla grazia che fai scendere su di noi nella persona di Gesù Cristo. Disponi la nostra anima alle nozze con il Verbo divino affinché noi facciamo veramente parte della famiglia di Dio.

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