Domenica – 3.a Tempo Ordinario

Meditazione sul Vangelo di Mt 4,12-23

Pescatori…di uomini.

Nel Vangelo Gesù è presentato come colui che realizza quanto annunciato dal profeta Isaia nella prima lettura: è lui la luce che illumina il popolo immerso nelle tenebre. Nella seconda lettura, Paolo invita la comunità a vivere in perfetta unione superando le divisioni: non le singole persone, ma il Vangelo deve essere il centro della loro vita.

Il racconto della chiamata dei primi discepoli è preceduto dalla notizia che Gesù va ad abitare a Cafarnao: questa sottolineatura non ha semplicemente lo scopo di aggiornarci sul contesto geografico in cui si svolgerà il suo ministero, ma ci fa scoprire come il suo muoversi e il suo agire siano finalizzati all’esclusiva realizzazione del disegno del Padre. Le prime parole di Gesù testimoniano che il tempo della promessa è terminato: in lui, il regno dei cieli, la regalità del Padre, è presente e si realizza nella storia. Davanti a questo annuncio, l’uomo è chiamato a convertirsi, a lasciare una vita incentrata solo su se stessi per aprirsi alla relazione con Gesù. È in questo contesto che si colloca la chiamata dei primi discepoli, dei primi che vivono questo “riorientamento”. A quei tempi, la realtà del discepolato non era una novità: i rabbini erano circondati da discepoli. Vi è però un aspetto nuovo: normalmente sono i discepoli a scegliersi il maestro, qui, invece, è Gesù che li sceglie. Tutto parte dal suo sguardo che vede prima Simone e Andrea, poi Giacomo e Giovanni, intenti a svolgere il loro lavoro e li chiama. Il loro andare dietro a Gesù, quindi, è un gesto che testimonia obbedienza alla sua parola. Porsi alla sequela di Cristo è il modo concreto di realizzare quello stato di conversione che permette di accogliere la regalità di Dio nella propria esistenza, perché significa accettare di vivere in obbedienza alla parola del Signore, rinunciando a far sì che siano unicamente i propri desideri e progetti ad orientare la vita. Che questo sia l’essenza della sequela è indicato anche da ciò che attende i discepoli: «vi farò diventare pescatori di uomini». Qualunque sia il senso di questa immagine, una cosa è chiara: sarà il Signore a fare di loro dei pescatori di uomini. Seguire Cristo, quindi, significa accettare che egli divenga veramente l’unico Signore della vita lasciandosi plasmare dalla sua parola, significa vivere come lui, costantemente protesto a realizzare nella vita quotidiana il progetto del Padre.