Meditazione sul Vangelo di Mt 7,6.12-14

Martedì – 12.a Tempo Ordinario

Vangelo – Mt 7,6.12-14

Ciò che volete gli uomini vi facciano, anche voi fatelo a loro.

Gesù sembra qui richiamare a un’etica dell’annuncio della parola. Essa è un bene prezioso che non può essere sprecata dandola in mano a gente che non sa riconoscerne il valore. Il senso dunque dell’esortazione di Gesù si comprende solo se ci si lascia avvolgere dalla bellezza della sua parola. Essa è per tutti, ma non tutti sono disposti ad ascoltarla e allora non bisogna sprecarla. Matteo qui sembra anticipare quanto dirà ai discepoli prima di mandarli in missione al capitolo 10,14: «se qualcuno poi non vi accoglierà e non darà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dai vostri piedi». Dopo aver ricordato ai discepoli l’importanza di cercare e di bussare nella ricerca del Signore e delle sue parole, Matteo riporta la cosiddetta regola d’oro. Essa si presenta però con una variazione rispetto a quella condivisa in diverse tradizioni culturali. Gesù la pronuncia in senso positivo, non semplicemente «non fate agli altri quello che non vorreste fosse fatto a voi», ma «fate agli altri quello che vorreste fosse fatto a voi», La giustizia superiore, il compimento della Legge e dei Profeti che Gesù è venuto a portare (Mt 5, 17-18) compie un ulteriore passo. Un passo che ci incammina nella scelta della via. Larga o stretta? A questo punto del percorso è però chiaro perché quella di Gesù, quella in cui si cammina dietro di lui sia quella stretta. Basta ripensare alle antitesi del capitolo 5, al comandamento difficilissimo di amare i nemici e di pregare per i propri persecutori. La strada che si snoda dietro a Gesù è difficile e non è nemmeno molto frequentata. l discepoli che stanno ascoltando il discorso di Gesù sono avvertiti. Non troveranno la consolazione della massa, non troveranno la sicurezza di una via larga e abbondantemente battuta. Troveranno piuttosto un crinale. Ma come per Pietro sulle acque del lago di Tiberiade l’unico modo per vincere la paura dell’altezza è tenere lo sguardo fisso su Gesù, restare instancabilmente ancorati a lui e al suo sguardo.

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